“Damasco”

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Perso tra le antichità del mondo mi rivolsi al cielo,
il possente minareto dominava dall’alto.

Una ninfa dagli occhi color miele cadde impietrita,
una luce sconosciuta scaldò il suo sguardo.

Rimasi attonito dinnanzi al sordo boato,
pezzi di storia prendevano vita nell’aria,
le pareti piangenti rassicuravano il terreno dalle purpuree membra,
esistenze straziate si accasciavano stanche l’una sull’altra.

Le stridule grida infantili ruppero il velato surrealismo,
l’amato seno materno giaceva inanimato.

L’odio riempì i volti,
Damasco era perduta.


Pubblicata in “Antologia, Concorso nazionale Guido Zucchi 2014”, V edizioni.

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