Intervista a Sofia Vivarelli – autrice del blog AroundTheWorld

Grazie mille per l’intervista è per l’opportunità!

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“Albe succubi di tormenti”

L’eco ridondante delle menti silenziose,

attimi strappati ad istanti lontani,

pensieri colmi di dubbi.

Sentimenti pieni di attese,

dentro eroiche e fittizie aspettative,

intrinseche di contorni rigogliosi.

Tramonti sprecati,

albe succubi di tormenti,

raggi di sole dimenticati.

L’inaspettata dolcezza del rimandare,

la noncuranza del presente,

il sogno remoto del futuro,

stroncato dall’anima metaforica del passato.

“Esistenza”

Succube di te stesso,
rinchiuso in un labirinto di doveri,
rinchiuso in un algoritmo di pensieri.

Succube di te stesso,
la follia sconosciuta prevale,
il dolore dilania le tue membra.

Succube di te stesso,
dedichi la tua vita agli altri,
dedichi i tuoi istanti a donare amore.

Succube di te stesso,
smetti di lottare contro ciò che ti ostini a odiare,
smetti di avere rispetto per la tua dignità.

Succube di te stesso,
menti nella convinzione di essere libero,
menti sperando che tutto apparirà ancora una volta diverso.

Succube di te stesso inconsciamente nascerai,
succube di te stesso inesorabilmente crescerai,
succube di te stesso involontariamente morirai.

“La vita risplende”

Cadi lontano,
la foresta nera ti assale,
manipolando una mente troppo succube.

Energie succhiate da sanguisughe affamate,
ti spegni come il fuoco nella tempesta.

Risali tremolante,
il bosco incantato ti protegge,
curando le ferite sanguinanti incise nel cuore.

La luce che abbraccia l’anima,
la speranza che culla il baratro,
la dolcezza che gentilmente accarezza lo sguardo.

L’incubo svanisce,
la vita risplende.

“Vetri soffiati”

Cosa si vede attraverso un bicchiere?

Una speranza filosofica,
forse una straziante sofferenza,
un’immagine distorta della razionalità.

Tutto diventa surreale,
tutto sembra imprevedibile,
tutto ti mette alla prova.

Incontrando altri vetri soffiati cerchi l’emozione,
l’emozione del viaggiatore,
l’emozione condivisa,
l’emozione lontana da casa,
che con il suo riverbero ti trascina in un mondo incantato.

Quel mondo dove tutto è possibile.

“Profumo di luce andalusa”

Un ricordo assaliva la mia mente da giorni, quella luce, quella nebbia, che per anni sono stati la mia casa; la magia di quei luoghi sono parte indelebile della mia persona, e oggi volevo condividere con voi un pezzettino di quel viaggio, di quella vita immersa in una velata favola.
Vi lascio con una poesia a cui sono molto legata e quell’immagine che mi ha regalato l’ispirazione per scriverla!

Avvolti tra la nebbia andalusa,
che ricorda da vicino i paesaggi d’Irlanda;

la pioggia ventosa e intermittente,
sconfinati campi color smeraldo,
vette ripetitive e tondeggianti;

tra i profumi di gelsomino e i sorrisi,
l’avventura termina;

e come Omero a Itaca,
anche noi faremo ritorno.


Marzo 2013, Ronda

“Damasco”

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Perso tra le antichità del mondo mi rivolsi al cielo,
il possente minareto dominava dall’alto.

Una ninfa dagli occhi color miele cadde impietrita,
una luce sconosciuta scaldò il suo sguardo.

Rimasi attonito dinnanzi al sordo boato,
pezzi di storia prendevano vita nell’aria,
le pareti piangenti rassicuravano il terreno dalle purpuree membra,
esistenze straziate si accasciavano stanche l’una sull’altra.

Le stridule grida infantili ruppero il velato surrealismo,
l’amato seno materno giaceva inanimato.

L’odio riempì i volti,
Damasco era perduta.


Pubblicata in “Antologia, Concorso nazionale Guido Zucchi 2014”, V edizioni.